IL CASSINÒTT

Il “Cassinott” fu eretto attorno al 1830. Testimone ne è l’iscrizione sulla pietra superiore della piccola finestra frontale dell’edificio, indicante l’anno 1831. Questa data è confermata da un’analisi dendrocronologica, che attribuisce il taglio del legno di castagno della trave, sopra la porta a piano terreno, all’anno 1827. La parte occidentale del fabbricato è stata aggiunta pochi anni dopo l’erezione della parte principale. Probabilmente esisteva già un fabbricato più antico, ma di questo non abbiamo notizia certa. Sulla facciata sud, un affresco raffigura una donna, forse Santa Lucia e sopra di esso si vede ancora una piccola croce di pietra.

La scelta del posto per costruire un rustico ad uso multiplo si spiega probabilmente con l’esistenza di alcune situazioni importanti: la presenza di una solida roccia sulla quale costruire in una zona altrimenti caratterizzata dalla morena del ghiacciaio dell’Adda o del Ticino che formarono la gradinata dello Scerée (Sceretto). Questa formazione molto friabile è piena di acqua e sorgenti. La casa aveva e ha quindi sempre abbastanza acqua. Un ruscello passa accanto alla roccia. Non è per caso che un centinaio di metri più ad est si vede un’altra sorgente captata dal Consorzio Acqua Potabile Sessa-Astano.

 

Secondo le volture del comune di Sessa, nel 1875 il rustico era intestato a Trezzini Carlo fu Battista, Turini Giuseppe fu Francesco e Antonietti Giuseppe fu Francesco. Per successione i proprietari erano in certi periodi oltre venti. Dal 2007 passano da diciotto ad un unico proprietario, che inizia il restauro.

 

Il “Cassinott” comprendeva diversi locali abitativi, ma anche stalle, locali di deposito e cantine per tenere al fresco gli alimenti, i prodotti caseari a fabbricazione famigliare, salumi e il vino, prodotto dai vigneti allineati sui solatii ronchi della collina.

 

Scriveva Dante Pani, nel mensile “IL MALCANTONE Anno LXXIV - N. 12

Dicembre 2001”:

“Il Cassinotto frazione di Sessa”. Il titolo farà scrollare la testa a molti. Quella cascina vuota e in parte diroccata, alla quale si arriva arrampicandosi da Suino, quella dovrebbe essere chiamata “frazione”? Oggi, certamente no, ma un tempo quell'unico edificio andava ad aggiungersi alle frazioni di Suino, Bonzaglio, Lanera, Beredino e La Costa. Ai tempi, dunque, il Cassinotto era abitato e non da una sola famiglia. Parte era proprietà del Carlinett, un mattacchione estroso e strambo, che grazie alla sua pratica del bestiame era considerato un poco il veterinario locale. Da lui passò al figlio e all'abbiatico Pierino Trezzini, un gran lavoratore che morì improvvisamente proprio al Cassinotto. Al piano superiore, due locali erano di Giovanni Antonietti, altri due del fratello Francesco; una parte apparteneva alla Loda, sorella della Cominin, comperata poi da Guido Trezzini. Una parte, infine, era di Francesco Turini, nonno di Emilio, che lì aveva anche una stalla con la mucca.

 

Amelia Bertoliatti (1915 – 2009) ricorda che quando la famiglia Antonietti abitava nella bella ma piccola casa di piazza Bonzaglio una parte dei bambini andava a dormire al Cassinotto. Oggi, questo edificio figura nei registri del Comune di Sessa tra gli edifici degni di conservazione e restauro. Ogni autunno la tradizionale “Corsa della bricolla”, in ricordo ai contrabbandieri, passa sul sentiero e attraverso i vigneti del Cassinott. Sul percorso dell’Acqua ripensata il luogo offre una splendida vista verso il lago di Lugano ad est e il Monte Rosa ad ovest.

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