Il comune si presenta

Presentazione

Gli abitanti del Comune di Monteggio, che abitano in una regione di boscose e soleggiate colline, sono distribuiti in ben 26 frazioni, bagnate da numerosi corsi d'acqua. Una tale suddivisione, unica fra i Comuni del Cantone Ticino, consente a chi vi abita di godere della tranquillità derivante dagli spazi verdi che circondano ogni singolo nucleo di case.

Il Camping Tresiana ed il Villaggio Bosco della Bella offrono ai turisti la possibilità di trascorrere delle vacanze serene in un ambiente sano ed accogliente, praticando sport ed attività di vario genere a contatto con la natura.

Per gli amanti delle passeggiate, esistono numerosi itinerari disponibili, da percorrere anche utilizzando l'app del sentiero dell'acqua ripensata (disponibile per smartphone). Aggirandosi fra le case, inoltrandosi negli ombrosi boschi di castagni, percorrendo le soleggiate alture e le suggestive rive dei corsi d'acqua, è possibile scoprire paesaggi nuovi e, in alcuni punti spaziare con lo sguardo dalla Valle della Tresa fino alla regione del Lago Maggiore. La natura collinare del territorio del Comune di Monteggio, insieme alla sua buona esposizione, crea le condizioni ideali per la coltivazione della vite, producendo delle ottime annata di Merlot.

Monteggio è anche sede operativa di industrie note a livello internazionale (visualizza le altre aziende e commerci cliccando sulla voce Economia).
 
Per far conoscere meglio il Comune, le varie sezioni di questo sito forniscono, insieme a molti altri dati, informazioni sull'Amministrazione comunale, sulle frazioni, sugli eventi che ne hanno caratterizzato la storia e sugli illustri personaggi che hanno vissuto nel nostro territorio.

 

Lo stemma comunale

"A: inquartato a croce di S. Andrea, di nero e rosso; al capo d'oro all'aquila di nero.

L'arma proviene dal Codice Cremosano (1673) che dà « Monteggi » (fig. 118, p. 95)."

Descrizione tratta dal volume "Armoriale dei comuni ticinesi" di Gastone Cambin, Edizione Istituto Araldico e Genealogico di Lugano, dato alle stampe nel 1953 in occasione del 150° anniversario dell'entrata del Cantone Ticino nella Confederazione. In questa pubblicazione vengono raffigurati e descritti gli stemmi di tutti i comuni ticinesi.

Il toponimo Monteggio

In dialetto ticinese
Montégg
Forme documentarie
1466
1502
Baptistin da Montegio
et Io. Angelus de Montegio
TicDuc II/1, 26
CDT V, 230
Spiegazione Il toponimo Monteggio deriva dal sostantivo latino monticulus «monticello, collina», formato dal sostantivo latino monte «monte, montagna; rupe, roccia» e dal suffisso diminutivo latino -iculus (Gualzata 1924: 44 e 1926: 78; Petrini 1997: 88s; REW, §5671; Rohlfs III, §1045).
Il termine monte è molto frequente in toponomastica (→ Monte TI, Monte Carasso TI, Mund VS, Romont BE ecc.) e può veicolare significati del tipo «cima, vetta». Molto spesso, però, indica un'altura «appena marcata rispetto a un'area pianeggiante circostante» (DT 410).

 

Dati Generali

Comune Monteggio
Cantone Ticino
Distretto Lugano
Circolo Sessa
Frazioni

Bosco, Bruciata, Busino, Cassinone, Castello, Crocivaglio, Fonderia, Fornasette, Genestraio, Isole, Lisora, Molinazzo, Monteggio, Persico, Pirla, Ponte Cremenaga, Ramello, Rancina, Ressiga, Roncaccio, Ronchetto, Rovedera, Selvacce, Suino, Termine, Tiradelza

 

Altitudine 420 m s.l.m.
Abitanti 900 (22.04.2016)
Moltiplicatore 75%

Le 26 frazioni

Percorrendo la strada cantonale che da Ponte Tresa porta a Luino si giunge a Molinazzo di Monteggio, dove si trova l'ufficio postale e la Banca Raiffeisen, un punto di ritrovo per i giovani e il bar Indios. Svoltando a destra in corrispondenza dell'Ufficio postale, si inizia a salire lungo la strada che attraversa Ramello, con la chiesa dedicata a Santa Maria, Fonderia, e poco oltre Bruciata, ultimo centro abitato prima di affrontare il ripido pendio del "Boscior" che conduce al Comune di Sessa. Da Ramello una stradina porta alla frazione di Lisora, bagnata dall'omonimo torrente che sfocia nel fiume Tresa. Se a Molinazzo si prosegue dritto in direzione di Luino si giunge a Ressiga, dove si trova il Camping Tresiana, assai frequentato da turisti in cerca di riposo e di tranquillità. Qui, rivolgendo lo sguardo verso nord, è difficile non notare la frazione di Busino, un complesso di poche case aggrappate alla roccia della collina da cui scende il torrente Pevereggia. Proseguendo verso Luino si incontra la frazione di Ponte Cremenaga, con il ponte che la collega all'Italia.

A Ponte Cremenaga, svoltando a destra, si inizia a salire lungo la strada che conduce a Crocivaglio, frazione posta al centro del territorio del Comune di Monteggio. Qui si trovano la chiesetta di San Valentino e la Casa comunale che fino al 1980 ha ospitato le Scuole elementari, in seguito trasferite presso il vicino Comune di Croglio. Lasciando alle spalle Crocivaglio si incontrano la frazione di Ronchetto e quella di Pirla, dalla quale si diparte un sentiero in mezzo al bosco che, attraversando Persico, conduce a Monteggio paese. La strada principale prosegue poi da Pirla verso Busino e Sessa. Se a Crocivaglio si imbocca la stradina che costeggia la Casa comunale, ci si ritrova in breve a percorrere il sentiero che porta a Genestraio; da qui, scendendo verso le frazioni di Roncaccio e di Isole, è possibile ricollegarsi alla strada cantonale che proviene da Ponte Tresa. Svoltando a destra e proseguendo in direzione di Luino, si giunge al villaggio di vacanze "Bosco della Bella", un complesso di 27 casette in legno dotato di campo sportivo, piscina riscaldata, campi per il gioco delle bocce e numerosi angoli grill all'aperto.

Più avanti, lungo la strada che conduce a Luino, si incontra Fornasette, con i suoi distributori di benzina, il campo sportivo e l'ospitale Osteria Internazionale. Seguendo l'indicazione Monteggio si raggiungono poi le frazioni di Bosco e di Selvacce, quindi quella di Rovedera, dove si trovano alcune piantagioni di viti della tenuta Huber, la quale si estende su tutta la parte alta del territorio di Monteggio. Dopo Rovedera si incontra la frazione di Rancina, da cui è possibile scendere verso Persico. È poi la volta di Monteggio, con la caratteristica piazzetta, e di Castello, con la chiesa dedicata a Sant'Adalberto.

Dopo la deviazione per Persico, salendo verso Monteggio, è possibile imboccare sulla sinistra la strada che lambisce Tiradelza, frazione che gode di una vista incantevole sulla regione del Lago Maggiore e sul Monte Rosa; sopra il nucleo abitato, circondato da rigogliosi vigneti, si trova il Grotto Collina, dove è quasi d'obbligo effettuare una sosta per sorseggiare un bicchiere di buon Merlot. Proseguendo oltre si giunge a Termine (la frazione più grande del Comune di Monteggio), con la chiesetta di Santa Rita e la fontana che un tempo fungeva da lavatoio. La strada, curvando sulla destra, inizia poi a scendere verso Suino (a lungo conteso fra il Comune di Monteggio e quello di Sessa), con la bella chiesetta dedicata a Santa Lucia. Svoltando a sinistra si incontra infine Cassinone, frazione confinante con la cittadina italiana di Dumenza.

Cenni storici

I primi colonizzatori del territorio dell'attuale Comune di Monteggio pare siano stati alcuni popoli neolitici dediti alla caccia ed alla pesca, seguiti nel corso dei secoli da Liguri, Celti, Etruschi e Romani. Non è ben chiaro quando vennero poste le basi di quello che fu poi il castello di Sessa-Monteggio, ma già verso la fine del VI secolo è probabile che esistessero delle fortificazioni, le quali permisero ai Franchi di opporre una certa resistenza all'avanzata dei Longobardi e dei Bizantini provenienti da sud.

Nell'Alto Medioevo, l'insediamento di Arimanni Longobardi in queste zone diede origine ad una corporazione di nobili, i De Sexa, i quali ottennero da Re Berengario (o forse dall'Arcivescovo di Milano) il titolo di Capitani. Con l'avvento di Federico I detto il Barbarossa, essi presero le parti dell'autorità imperiale germanica. Nella lotta fra Milano e Como poi, i De Sexa si schierarono a favore di Milano; nel 1240, con l'aiuto di Federico II, i comaschi ebbero però il sopravvento, e le Castellanze di Sessa e di Monteggio iniziarono così a gravitare attorno a Lugano. Il castello doveva avere in quel periodo tre o più torri d'angolo, con ad occidente le fortificazioni di Castello d'Albio, l'attuale Castello di Monteggio.

L'estensione del territorio del Comune di Monteggio variò parecchio nel corso dei secoli. Da alcune pergamene del 1300 risulta, ad esempio, che i terreni delle odierne frazioni di Lisora e di Bruciata appartenevano al Comune di Sessa.

Dopo un susseguirsi di Signorie e Ducati, nel 1516 le terre del Sottoceneri passarono in maniera definitiva sotto il dominio dei Confederati, i quali fecero smantellare il castello d'Albio di Monteggio; con i resti delle fortificazioni di Castello d'Albio furono erette l'oratorio dedicata a Sant'Adalberto e la Casa Passera a Monteggio. Grazie alla sua posizione strategica, Monteggio poté godere, durante la dominazione dei Visconti e degli Sforza, di particolari privilegi, i quali vennero confermati dagli Svizzeri nel 1585; il Comune era infatti gestito in maniera autonoma da un Podestà, il quale amministrava la giustizia civile e penale.

Soprattutto a partire dal 1803, con la nascita del Cantone Ticino, Monteggio ha conosciuto periodi di grande benessere economico, dovuti principalmente alla ricchezza di risorse del suo territorio, tali da giustificare l'appellativo di "Porscelitt" dato ai suoi abitanti (il maiale, si sa, è simbolo di prosperità e di fortuna).

Personaggi illustri

Ne vengono elencati solo alcuni, in ordine alfabetico.

CAVALLINI - COMISETTI Maria da Bruciata di Monteggio (1894 - 1978). Nata a Bruciata di Monteggio. Maestra, scrittrice e poetessa. Autrice di diversi libri, come Gente molinara per il quale ottenne il Premio Chiesa, Ricordi di un emigrante, Diario di un piccolo cameriere, Il tesoro della canva, Incontro con Carlo Magno, La vite e il vino attraverso i secoli, ecc. Collaborò con riviste e giornali e con Elmo Bernasconi fondò l'Almanacco Malcantonese. Fu anche impiegnata ricercatrice di storia locale.

DEAMBROSI Michel-Angiolo da Monteggio (deceduto nel 1859), milite napoleonico. Arruolatosi nella Grande Armata francese, combatté in Spagna e partecipò, con il grado di tenente, alle Campagne d'Austria e di Russia. Ferito in modo grave nell'attraversamento del fiume Beresina durante la ritirata dell'esercito napoleonico in territorio russo, fu fatto prigioniero, quindi liberato nel 1814. Il tenente Deambrosi fu uno dei pochi ticinesi a ricevere la medaglia di Sant'Elena, onorificenza istituita nel 1857 da Napoleone III.

DONATI Giuseppe da Molinazzo di Monteggio (1857-1928), pittore e professore di disegno. Studiò pittura a Brera, conseguendo i titoli per l'insegnamento di disegno, plastica e pittura decorativa. Per 36 anni fu insegnante di disegno nelle scuole di Sessa.

DONATI Ugo da Molinazzo di Monteggio (1891-1967), Studioso di storia dell'arte, collezionista e titolare di una galleria di antichità classica a roma e più tardi di un negozio d'antiquariato a Lugano. Autore di numerosi saggi e articoli su riviste specializzate in storia dell'arte.

FERRARI - GAGLIARDI Filomena, da Molinazzo di Monteggio (1836 - 1915). Nasce a Molinazzo di Monteggio da Carlo Gagliardi e Veronica Galli di Cossano. Nel 1859 sposa Carlo Antonio Ferrari di Ramello, fornaciaio stagionale a Millesimo nelle Langhe, dove, appena sposata, la coppia vi si trasferisce gestendo la fornace di Gustavo del Carretto, Marchese di Moncrivello. Filomena, nel frattempo aveva messo al mondo sette figli, cinque maschi e due femmine, ma pochi anni dopo, nel 1875, a soli 47 anni il marito Carlo Ferrari muore. Filomena si ritrova sola con i cinque figli sopravvissuti da allevare. Invece di ritornare al paese, come primo superficiale esame della situazione farebbe pensare che con l'aiuto dei più grandicelli (il maggiore aveva 15 anni) continua a gestire in proprio la fornace del Marchese, dimostrandosi da subito un'imprenditrice talentuosa tanto che nel 1881 Filomena riesce a comperarla con le cave di argilla e i boschi per il legname necessario. Il contatto con i parenti di Monteggio resta sempre vivo, con ritorni periodici al paese, dove suo figlio primogenito Giovanni Battista, nel 1886 sposerà Luisa, la giovanissima figlia dell'ingegnere Vinasco Baglioni abitante alla Ressiga dove aveva creato la Fonderia. Intanto gli affari di Filomena vanno a gonfie vele tanto da passare dagli originali quindici dipendenti a ben ottantacinque. Fa costruire una moderna fornace Hoffmann a fuoco continuo e differenzia le attività comperando una fornace di calce, fabbricando manufatti di cemento, aprendo un emporio dove vende di tutto, commercio in legname e apre pure un ristorante, il Ristorante Svizzero. Lavora fino all'ultimo, lasciando in eredità ai figli le varie imprese che gestiranno fino a dopo la seconda guerra mondiale.

OLIVA, Mons. Don Giuseppe da Rancina di Monteggio (1806 - 1883), Canonico della Cattedrale di San Lorenzo di Lugano.

MANFRINI Felice nato a Crocivaglio (1911 - 1998). Fu durante la seconda guerra mondiale ordinanza e cameriere personale del Generale Henri Guisan.

MANFRINI Giuseppe, Padre Giuseppe da Crocivaglio di Monteggio, frate cappuccino. Figlio di Ludovico Manfrini e di Lucia Conti, fu per 19 anni custode dell'Ospizio del San Gottardo, che fece restaurare ed ampliare. Quando questo venne distrutto da un incendio nel 1775, si occupò in prima persona della raccolta dei fondi che ne permisero la ricostruzione.

MANFRINI Leandro nato nel 1932 a Ponte Cremenaga e deceduto il 14.01.2016. Studia diritto presso l'Università di Zurigo e giornalismo all'Università di Neuchâtel e Milano. Dopo 10 anni da giornalista (Libera Stampa e Giornale del Popolo), nel 1967 inizia a collaborare con la Televisione della Svizzera Italiana quale responsabile degli Esteri prima e come Capo Struttura Informazione poi. Ha girato un centinaio di documentari in 38 paesi, specialmente in Asia (ai tempi della guerra in Vietnam) e in Sudamerica, in particolare in Argentina, Cile e Paraguay, dove tra l'altro ha realizzato nel 1992 il lungometraggio "Desencuentros" che ha rappresentato la Svizzera al primo Festival Internazionale cinematografico in Cina a Shanghai oltre a quelli di Locarno e di Mons (Belgio). Il suo libro "Viaggiatore senza passaporto" è una raccolta di articoli pubblicati dal 1993 sul Giornale del Popolo. Per i suoi meriti è insignito della carica di Console Onorario del Paraguay. Nel 1975 il Presidente della Reppubblica Italiana gli conferisce la Medaglia d'oro per i suoi servizi nella rubrica "Reporter" della TSI.

PELLANDELLO Giacomo abitante nella frazione di Pirla a Monteggio, (vissuto nella prima metà del 1700), pittore. Lavorò principalmente a Lugano, ritraendo i personaggi dell'epoca, ma anche al restauro della tela di San Grato che si trova nella chiesa prepositurale di Sessa-Monteggio.

RAMPONI Carlo da Castello di Monteggio (1833-1898), pittore. Svolse la sua attività artistica principalmente a Lione, dove decorò chiese, palazzi e ville.

RAMPONI Carlo Antonio (vissuto attorno al 1700), maestro e scultore del legno. Lavorò con Antonio Pini da Bellagio all'altare maggiore della chiesa Prepositurale San Martino di Sessa e Monteggio ed a quello di Santo Stefano a Miglieglia.

RAMPONI Ferdinando (1884-1916), pittore. Figlio di Giovanni, nacque in Francia a Les Abrets (Isère). Dopo aver frequentato l'Istituto Baragiola di Riva S. Vitale, entrò all'Accademia di Brera dove si distinse nei campi della pittura e della scultura. Svolse la sua attività artistica principalmente a Livigno, in Valtellina. Allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale nel 1914, si arruolò volontario nell'esercito francese. Più volte decorato per il suo valore militare, morì in combattimento lungo il confine franco-belga nel settembre del 1916.

TAMI Rino da Monteggio (1908-1994), architetto. Dal 1957 al 1961 fu professore ordinario di architettura al Politecnico federale di Zurigo. Progettò diverse opere sia in Italia che in Svizzera, fra le quali la chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona, la Biblioteca cantonale a Lugano, il cinema Corso a Lugano, la sede della Direzione delle dogane a Lugano, la sede della Radio della Svizzera Italiana a Lugano, la sede dell'Unione di Banche Svizzere, la chiesa di Cristo Risorto a Lugano, il centro di manutenzione e l'entrata della galleria del San Gottardo. Consulente estetico per l'autostrada in Ticino.

TARCHINI Pietro, da Ponte Cremenaga (1921 - 1999). Ciclista professionista svizzero di notevole livello internazionale. Da dilettante, tra le altre, vinse la più prestigiosa gara svizzera, ovvero il Campionato di Zurigo. Passato professionista con la squadra Allegro vinse 10 gare. Con la squadra nazionale svizzera partecipò al Tour de France del 1947, giungendo terzo nella tappa sul traguardo di Bordeaux. Il giorno seguente si impose nella Bordeaux - Les Sables d'Olonne, battendo in volata il fortissimo Renè Vietto. Ottimo velocista, vanta tra le sue vittime campionissimi del calibro di Coppi, Kübler e Koblet.