LA VECCHIA LATTERIA

Nelle nostre plaghe del medio e basso Malcantone, verso l’ultimo scorcio dell’ottocento, il pane era ancora scarso e tanti gli emigranti. Le donne compensavano i magri guadagni con una piccola economia di sussistenza: una mucca, una pertica da coltivare, prati da falciare, l’allevamento del baco da seta, ecc.

 

Nacque così l’esigenza di trasformare sul posto in modo collettivo il latte in esubero con metodi più razionali della semplice zangola casalinga facendo capo a personale qualificato. Virgilio Chiesa nel suo “Latteria Luganese 1920-1970” elenca le nostre latterie sociali: la prima a Curio nel 1886. La società fu fondata da soci proprietari di bovine da latte. Gli statuti prevedevano la trasformazione del latte superfluo in derivati quali burro, formaggio, ricotta. Dopo Curio seguirono gli altri comuni: Sessa nel 1888, Monteggio nel 1889.

 

Queste latterie venivano sempre ubicate in zone dal clima fresco anche d’estate e nella vicinanza di un corso d’acqua o di una buona sorgente. E qui, sul bordo della Pevereggia, all’ombra della rupe del Busino, apparve subito come un posto predestinato.

 

Da un’ingegnosa deviazione l’acqua circolava in una grande vasca nel primo locale mantenendo così la temperatura bassa e costante indispensabile per le prime lavorazioni del latte. Il movimento rotatorio, necessario per la preparazione del burro, veniva trasmesso all’interno da una ruota a pale mossa dall’acqua del torrente.

 

In quegli anni il governo, tramite la Società cantonale di agricoltura, si prodigò per la formazione dei casari e il controllo igienico sanitario dei quarantaquattro caseifici sorti un poco dappertutto, in Ticino. A questo punto dobbiamo ricordare Pietro Passera (1876-1951) di Monteggio. Dopo il diploma di casaro conseguito nei migliori caseifici italiani, lo troviamo a capo di tutti i programmi formativi e organizzativi ticinesi dal 1903 al 1912, nell’ambito della nascente industria casearia. Nell’anno 1900 Arnoldo Moriggia, casaro diplomato, si stabilisce con la famiglia alla latteria. La permanenza non dura a lungo; nel 1904 si trasferisce a Sessa.  

 

Intanto il primo novecento annuncia tempi nuovi con radicali cambiamenti in prospettiva. A decretare la prematura chiusura delle latterie di Monteggio, di Sessa e di altre del Basso Malcontone, fu l’offerta di sedici centesimi al litro per il latte presso vari commercianti di Lugano. Ma poi ci si accorse che si doveva comprare il latte e il formaggio a costo doppio e nelle case allora si tolse dal muro la vecchia “bascira”, la grande conca di rame, dove si metteva il latte al freddo per far affiorare la panna, e si rimise in funziona la “penagia” per fare il burro casalingo.

Così, il latte venne progressivamente a mancare alle piccole latterie, decretando, di fatto, il loro declino. Dopo il 1920, i piccoli proprietari, anche con una sola mucca, potevano associarsi in una cooperativa: era nata la Latteria Luganese. Il primo compito fu la raccolta del latte nei singoli villaggi per poi convogliarlo nella sede centrale di Lugano.

 

Ricordiamo che ancora fino agli anni cinquanta del 900, dopo la cessazione delle attività casearie, il latte dei nostri piccoli produttori, prima di arrivare alla centrale, veniva portato nelle centri di raccolta di paese dove era registrato, pesato, raffreddato e in parte venduto alla popolazione.

 

In conclusione, anche se l’attività delle nostre latterie, ebbe una durata di soli pochi decenni, dobbiamo riconoscere che i nostri nonni e bisnonni diedero prova di laboriosità e di non poco ingegno.

La vecchia latteria che era, di fatto, la sede del caseificio sociale di Monteggio ne è un esempio concreto.

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