LE BOLLETTE

Il sentiero che sale dal piano di Sessa verso la frazione di Termine attraversa una zona boscosa. Non vi sono, a prima vista, oggetti di particolare interesse a ricordarci la storia di questi luoghi. Il sentiero dell’acqua ripensata, rivisitato e ampliato, offre invece al visitatore un momento di riflessione proprio in zona Motte prima di giungere al Parco di castégn Scopriamo qui la presenza dell’acqua in spazi aperti del tutto particolari. In alcuni affossamenti umidifica il terreno alimentando piccole pozze più o meno allagate durante tutto l’arco dell’anno. Il nome dato a questo luogo oggi si riveste di significati positivi.

Non sono però lontani i tempi in cui le zone umide erano ritenute insalubri, pericolose e comunque prive di valore. Si potevano eliminare per permettere una migliore pianificazione del territorio. I pochi terreni rimasti, caratterizzati dalla presenza dell’acqua, oggi sono considerati un bene prezioso da salvaguardare e proteggere. Occupano un posto rilevante nella legislazione a tutela della natura e del paesaggio. In alcuni casi al visitatore sono imposti divieti d’accesso e percorsi obbligati. Una maggiore consapevolezza, in generale, verso l’ambiente impone una puntualizzazione. Tutte le componenti naturali del nostro territorio meritano attenzione e rispetto indipendentemente dal loro grado di protezione più o meno elevato e segnalato. Con quest’atteggiamento possiamo osservare da vicino l’ambiente naturale caratterizzato da pozze circondate dal bosco. Numerosi gli alberi morti, alcuni ancora in piedi mentre altri marciscono a terra. La presenza simultanea di legno morto e terreni umidi dà vita ad un habitat particolarmente utile e prezioso per numerosissime specie animali. L’ambiente che al momento della nostra visita può apparirci deserto è in realtà ben popolato. Gli animali più grandi lasciano nel fango tracce ben visibili. Cinghiali, cervi, caprioli sostano qui lungo corridoi di spostamento dalla piana. Contro i parassiti, i cinghiali si ricoprano di fango rotolandosi nelle pozze; le ampie tracce dei loro “bagni” sono inconfondibili. Occasionali avvistamenti segnalano la presenza di numerosi altri mammiferi: volpi, tassi, faine, ricci e scoiattoli. Particolarmente interessanti le tracce del picchio su alcuni tronchi. Possiamo intuire l’abbondanza di numerose forme di vita che si nascondono nel legno morto. Non bisogna dunque leggere un segno d’incuria e di degrado ma apprezzare la nicchia ecologica preziosa che questo legno offre ospitando una comunità molto ricca di specie animali e fungine oltre a numerose specie di muschi. Il cervo volante, il più spettacolare dei nostri coleotteri, diventa insetto adulto dopo aver trascorso la sua lunga vita larvale (da quattro a sei anni) in vecchi ceppi.

Ricordiamo ancora l’acqua stagnante che ospita numerose specie d’insetti. Dopo la loro prima vita larvale nell’acqua si spostano in volo verso territori umidi da colonizzare. Anche l’innocua ed elusiva biscia d’acqua (natrix natrix) gradisce vivere in questo tipo di habitat; essa va protetta perché utile all’equilibrio ambientale.                                                                                            

Rispettare e proteggere un ambiente naturale come quello che qui possiamo visitare permette la conservazione di un habitat naturale particolarmente importante e utile per la sopravvivenza di numerose specie animali. Il territorio continuerà così ad essere arricchito, oltre che dalle bellezze naturali, anche dal nostro patrimonio faunistico.

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